CHI VIVE NELLA LOTTA MUORE LIBERO
con tutto il fervore rivoluzionario
le compagne ed i compagni
hasta siempre Salvatore, Zio Antonio e Claudio
con tutto il fervore rivoluzionario
le compagne ed i compagni
hasta siempre Salvatore, Zio Antonio e Claudio
SENZA RAPPRESENTANZA NÉ ISTITUZIONE
NEL TUO RICORDO PER LA RIVOLUZIONE
domenica 23 dicembre 2012
sabato 14 luglio 2012
lunedì 9 luglio 2012
I Comitati di Quartiere ospitano
VENERDÌ 13 LUGLIO
h 18 presentazione del libro
TRAFFICANTI sulle piste di veleni, armi, rifiuti
La Rete dei Comitati per i Beni
Comuni
come prima iniziativa
promuove su tutto il territorio regionale
la presentazione del
libro
“Trafficanti. Sulle piste di
veleni, armi, rifiuti”
di Andrea Palladino, giornalista de “Il Fatto Quotidiano” e “Il
Manifesto”
Per parlare di beni comuni bisogna comprendere i meccanismi e le dinamiche politiche e/o malavitose (e i
loro intrecci) che minacciano i beni comuni e che, di fatto, rappresentano
un ostacolo a una gestione trasparente, efficace e partecipata.
Con Andrea Palladino metteremo proprio il "dito nella piaga", quella degli interessi privati (e, spesso, criminali) che sono alla base, poi, dei processi di privatizzazione.
venerdì 6 luglio 2012
presidio 12 luglio-rotonda lungomare Taranto
Il 13 Luglio 2012 la cassazione si pronuncerà sui 100 anni di carcere comminati in secondo grado ai 10 imputati per devastazione e saccheggio del G8 di Genova 2001.
Poche ore fa lo Stato si è autoassolto per la mattanza della scuola diaz attraverso condanne farsa tutte indultate e qualche piccola sospensione dal servizio di alcuni dei poliziotti protagonisti dell'irruzione nella scuola dormitorio ( non dimenticando le promozioni già avvenute negl'anni per i funzionari di pubblica sicurezza dell'apparato repressivo dello Stato che hanno guidato le operazioni in quei giorni); mentre i 10 compagn* imputat* diventano il capro espiatorio per soffocare e reprimere tutte le 350.000 persone presenti a Genova.
I comitati di Quartiere di Taranto e il C.M.A. Taranto organizzano un presidio di solidarietà e controinformazione il 12 Luglio alla rotonda del lungomare di Taranto con testimonianze, volantinaggi, proiezioni e mostre fotografiche... invitiamo tutti a partecipare e firmare la petizione on-line per l'annullamento del reato di devastazione e saccheggio.
APPELLO ALLA SOCIETÀ CIVILE E AL MONDO DELLA CULTURA
La gestione dell’ordine pubblico nei giorni del G8 genovese del luglio del 2001, rappresenta una ferita ancora oggi aperta nella storia recente della repubblica italiana.
Dieci anni dopo l’omicidio di Carlo Giuliani, la “macelleria messicana” avvenuta nella scuola Diaz, le torture nella caserma di Bolzaneto e dalle violenze e dai pestaggi nelle strade genovesi, non solo non sono stati individuati i responsabili, ma chi gestì l’ordine pubblico a Genova ha condotto una brillante carriera, come Gianni De Gennaro, da poco nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.
Mentre lo Stato assolve se stesso da quella che Amnesty International ha definito “la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”, il prossimo 13 luglio dieci persone rischiano di diventare i capri espiatori e vedersi confermare, in Cassazione, una condanna a cento anni di carcere complessivi, in nome di un reato, “devastazione e saccheggio”, che rappresenta uno dei tanti detriti giuridici, figli del codice penale fascista, il cosiddetto Codice Rocco.
Un reato concepito nel chiaro intento, tutto politico, di perseguire chi si opponeva al regime fascista. Oggi viene utilizzato ipotizzando una “compartecipazione psichica”, anche quando non sussiste associazione vera e propria tra le persone imputate. In questo modo si lascia alla completa discrezionalità politica degli inquirenti e dei giudici il compito di decidere se applicarlo o meno.
E’ inaccettabile che, a ottant’anni di distanza, questa aberrazione giuridica rimanga nel nostro ordinamento e venga usata per condannare eventi di piazza così importanti, che hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone, come le mobilitazioni contro il G8 a Genova nel 2001.
Non possiamo permettere che dopo dieci anni Genova finisca così, per questo facciamo appello al mondo della cultura, dello spettacolo, ai cittadini e alla società civile a far sentire la propria voce firmando questo appello che chiede l’annullamento della condanna per devastazione e saccheggio per tutti gli imputati e le imputate.
Per una battaglia che riguarda la libertà di tutte e tutti.
Assemblea di supporto ai e alle 10 di Genova 2001
giovedì 21 giugno 2012
giovedì 5 luglio
GIOVEDÌ 5 LUGLIO
IL COMITATO DI QUARTIERE PRESENTA:
PINO MASI
&
THE TRIBAL KARMA ART ENSEMBLE
con Giulio Buffo
start ore 21.00
PIAZZA MONTEOLIVETO -CITTÀ VECCHIA- TARANTO
giovedì 17 maggio 2012
giovedì 26 aprile 2012
venerdì 4 maggio
VENERDÌ 4 MAGGIO 2012
AL COMITATO DI QUARTIERE CITTÀ VECCHIA
presentazione del libro
PARTIGIANI E ANTIFASCISTI di Terra d'Otranto -Lecce,Brindisi e Taranto-
di Pati Luceri
dalle ore 19,30 incontro con l'autore
a seguire cena popolare e musica diffusa
Ancora un sogno che vedo realizzato, frutto di una ricerca
meravigliosa, desiderata e conquistata, passo dopo passo, nome aggiunto a
nome, ognuno dei quali andrebbe scolpito in caratteri d’oro, perché
ognuno ci rimanda al ricordo di sacrifici inenarrabili, da parte di
uomini e donne della nostra Terra, - l’antica e sempre cara Terra d’Otranto,
- fra scioperi e lotte, ammonizioni e diffide, carcere e tortura,
confino e clandestinità, lotta partigiana in montagna o guerrigliera
nelle città, fra i GAP e le SAP, senza che, MAI, la DIGNITA’ di UOMINI e DONNE LIBERE fosse stata scalfita, nemmeno nei Lager.
Ho voluto focalizzare la mia ricerca non solo al territorio della provincia di Lecce, ma anche a quello di Brindisi e Taranto,
per mandare un segnale alle nuove generazioni che gli antifascisti ed i
partigiani c’erano anche da noi e che la nostra Terra non è stata
soltanto la Terra degli Starace, ma anche quella degli Stampacchia, dei Pandiani, dei Mellone, dei Sozzo, dei Gigante, dei Refolo, degli Arditi del popolo di Taranto vecchia, degli eroici lavoratori della Repubblica popolare neretina nonché, infine, di quelle formidabili decine di INTERNAZIONALISTI SALENTINI
che hanno saputo abbandonare gli affetti più cari, senza alcuna
costrizione o promessa di sussidio, per andare ad ingrossare le BRIGATE garibaldine, repubblicane e anarchiche, accorse da tutto il mondo, a difesa della Repubblica Spagnola contro le insidie di Francisco FRANCO e degli alleati nazifascisti di Hitler e Mussolini.
Fino a ieri, TUTTI, in provincia di Lecce, quando si è parlato dei nostri fratelli e sorelle partigiane, hanno parlato di SETTECENTO Combattenti della Guerra di liberazione
(partigiani, patrioti, staffette partigiane, cooperatori e benemeriti),
e in molti hanno pensato che la cifra fosse gonfiata, anche perché MAI
c’è stata una ricerca approfondita sull’argomento e gli stessi nomi
presenti in un libello dell’ANPI, ormai datato e che risale al 1984,
riportava solo un elenco di appena 300 nominativi.
È vero, la cifra è sbagliata, ma per difetto! Non era MAI stata svolta, finora, UNA RICERCA SCIENTIFICA e SISTEMATICA, su un tassello della nostra STORIA, tanto importante per me e molto meno, alla prova dei fatti, per l’Università di Lecce e le varie Amministrazioni che si sono succedute nel governo della provincia, che MAI hanno voluto avviare o sponsorizzare una RICERCA in tale direzione.
Ho voluto provarci, animato solo da uno sentimento di profondo RISPETTO e GRATITUDINE verso COLORO che, per garantire la loro libertà e DONARMI la mia, hanno pagato, in tanti modi, spesso con il sacrificio della propria vita.
E, senza alcun contributo di NESSUNO o sponsorizzazioni di Partito che,
invece, considero responsabili di tanto oblìo, ho iniziato la mia
ricerca due anni fa, spronato soltanto da tanti compagni e compagne, con
cui da molti anni, ormai, portiamo avanti battaglie in difesa degli
oppressi e contro la mafia del potere economico e politico.
Ho trovato 1200 PARTIGIANI della provincia di Lecce, 300 della provincia di Brindisi e 300 della provincia di Taranto!
Nella ricerca, ad ogni nuova scoperta, una nuova emozione di gioia, perché ad ogni nome corrisponde una storia, fatta di corpi, spesso violati, di idee, di affetti, di sogni, di desideri e volontà di riscatto.
Di ognuno dei 1200 PARTIGIANI ho fornito il paese
d’origine, la data di nascita, i nomi dei genitori, le brigate di
appartenenza, il periodo di militanza partigiana ed il luogo - o luoghi -
della Lotta contro il nazifascismo. Solo per pochi, mancano dati
approfonditi, ma sono tasselli che non ho voluto trascurare e che ho
voluto, in ogni caso, inserire sì che i prossimi ricercatori potranno e
sapranno, senz’altro, approfondire e fare meglio di me.
Scorrendo l’elenco troveremo 160 partigiani caduti, 68 feriti, 834 partigiani (combattenti) e 130 patrioti. Ma per arrivare a 1200 mancano 8 dati che mi piace riportare in questa prefazione. Sono i nominativi delle donne che hanno combattuto come partigiane e collaborato come staffette nella Resistenza. Non è più sola, quindi, la staffetta partigiana Maria Teresa Sparascio, di Caprarica del Capo, nel libro d’oro della Resistenza leccese, come invece tutti abbiamo creduto fino a ieri.
Accanto al suo, ora, vanno in bella mostra, anche i nomi di Alfarano Sieve Luigina (Casarano), Caggiula Aida (Parabita), Mileo Adele e Amelia, sorelle, (Lecce), Mosco Giulia (Lecce), Scrimieri Carmela (Novoli) e Spano Maria Teresa (Melissano). A queste, poi, vanno aggiunti i nomi di altre partigiane, non originarie ma residenti a Lecce, Maggiore Antonia Maria, Fazzini Antonietta, compagna del partigiano Enzo Sozzo e Fiore Annunziata, la più piccola partigiana d’Italia, appena tredicenne, combattente della Div. Gramsci, in Albania, originaria di Avellino.
E non è da meno la provincia di BRINDISI con le sue 9 partigiane e staffette. I loro nomi sono: Cigarini Giulia (Brindisi), Coluccia Antonia (Fasano), De Carolis Vittoria (Fasano), Esposito Rosetta (San Pancrazio Salentino), Guadalupi Elena (Brindisi), Inglese Paloscia Adriana (Brindisi), Maggi Filomena (Fasano), Tamburini Addolorata (San Vito dei Normanni), Todeschini Carla (Fasano).
Anche la provincia di TARANTO annovera, nel libro d’oro della Resistenza, i nomi di Tronci Elena (San Giorgio Jonico), Pandiani Laura (Taranto), Martucci Antonia (Castellaneta) e Fava Carmela di Taranto. Partigiana, quest’ultima, caduta combattendo, il 16 giugno 1944, a Grondola di Pontremoli (MS).
Studiando i vari nomi ed estrapolandone le professioni ed i mestieri
esercitati, si evince che la stragrande maggioranza dei partigiani erano
di origine contadina e che, più di 50, sono stati i
carabinieri che, dopo l’8 settembre, sono passati nelle file partigiane,
spesso con funzioni di comando e che, altrettanto spesso, hanno pagato
la propria scelta di campo, con il sacrificio della vita, come Martino Manzo di Taviano, caduto a Fertilia.
Nel libro, come già dal titolo di copertina, sono riportati anche i
nominativi di tanti antifascisti. Tutti? No certamente, così come non
sono soltanto quelli da me riportati in elenco, i partigiani salentini.
Mancano tanti ancora all’appello finale. La mia ricerca, come qualsiasi
ricerca storica, non può dirsi conclusa. Non la considero esaustiva per
le regioni delle Marche, dell’Abruzzo, del Molise, dell’Umbria, del
Veneto e del Trentino, così come della Francia. Ma posso ben
considerarla quasi completa, per ciò che riguarda le restanti regioni.
Comparando i dati si evince che, spesso, i partigiani sono figli,
fratelli o parenti degli antifascisti confinati, incarcerati, repressi,
così come lo sono di tanti che sono stati deportati e che sono deceduti
nei lager nazisti.
Ho voluto riportare anche i loro nominativi, perché non si sono MAI
piegati al nazifascismo e più di 150 sono gli originari della provincia
di Lecce che non hanno più fatto ritorno dai lager. E c’è una Legge
italiana che prevede il rientro nei luoghi d’origine dei resti già
tumulati nei vari cimiteri militari italiani della Germania,
dell’Austria, della Polonia. Si attivino gli amministratori sensibili!
Perché finora non l’hanno fatto? Non lo sapevano? Male, IGNORANTI! Ed i nostri Onorevoli, parimenti ignoravano e ignorano? Malissimo! COMPLICI e CONNIVENTI di tanto oblìo! VERGOGNA!
Eppure ogni 4 Novembre, sulle loro labbra, la retorica patriottarda è
di moda così come organizzare i treni della memoria ad Auschwitz, -
senza fermarsi, però, lungo il percorso nei vari CIE (Centri di
Identificazione ed Espulsione per i Migranti) – e continuano a parlare
dell’Olocausto degli Ebrei, che è doveroso ricordare ma, così come lo è
altrettanto, la difesa e la solidarietà nei confronti dei popoli curdo e
palestinese, carcerati, oppressi e ghettizzati sulla propria Terra, con
la complicità dell’Occidente capitalista.
Sono più di 50 i PARTIGIANI ancora VIVENTI! Quanto si potrà ancora
IMPARARE da loro! Ai più giovani il suggerimento di non perder tempo e
di intervistarli prima possibile. E’ anche questo l’obbiettivo della mia
ricerca. Fornire imput, spronare i giovani alla verità, allo studio,
all’impegno politico, alla gioia di vivere liberi senza alienazioni. La
vita è vostra, non sciupatela e i Diritti, che ancora rimangono, non
sono stati concessi o regalati dal potere. Sono costati sacrifici,
lotte, battaglie, guerre. Chiedete sempre il conto e puntate il dito
chiedendo il perché? Siete voi che pagate. Ricordiamoci del grande
Bertold BRECHT e ricordiamoci anche del titolo di una commedia del
grandissimo, ma inviso a tutti i Partiti e alla Chiesa, Premio Nobel per
la Letteratura, Dario FO: “L’operaio conosce 300 parole, il padrone 1.000, perciò è il padrone”.
Studiamo, allora, e liberi e ribelli come i nostri PARTIGIANI,
determinati e forti come i nostri ANTIFASCISTI al confino, LOTTIAMO per
un FUTURO migliore poiché quello che abbiamo di fronte non è poi tanto
roseo (disoccupazione, licenziamenti, aumento del costo della vita,
aumento dell’età pensionabile, sanità allo sfascio, restringimento dei
Diritti sociali acquisiti) e INNALZIAMO LA BANDIERA PARTIGIANA
dell’ANTIFASCISMO, ricacciando nelle fogne gli squadristi in doppio
petto e quelli di Casa Pound e Forza Nuova.
VIVA I PARTIGIANI! VIVA LA RESISTENZA!
Ippazio Antonio Luceri
(Pati)
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