CHI VIVE NELLA LOTTA MUORE LIBERO
con tutto il fervore rivoluzionario
le compagne ed i compagni
hasta siempre Salvatore, Zio Antonio e Claudio

SENZA RAPPRESENTANZA NÉ ISTITUZIONE
NEL TUO RICORDO PER LA RIVOLUZIONE

martedì 7 settembre 2010

VENERDÌ 10 SETTEMBRE

Come ogni fine settimana arriva puntuale l'aperitivo al comitato.. un tranquillo preserata con musica e cucina popolare...

ps per tutti quelli che erano presenti all'ultimo aperitivo... tranquì il frigorifero è stato SOSTITUITO!!!

giovedì 2 settembre 2010

GIOVEDÌ 9 SETTEMBRE: PRIMAVERA IN KURDISTAN-CENA POPOLARE



Il comitato di Quartiere Città Vecchia continua la sua rassegna sulla questione internazionale attraerso la rpoiezione del film-documentario: PRIMAVERA IN KURDISTAN dalle ore 21.

A seguire cena popolare

Il cinema di Stefano Savona, regista palermitano residente in Francia, è un cinema eminentemente politico. Se la forma espressiva di cui Savona si serve è quella del documentario, il suo è però senza dubbio un cinema che strizza l'occhio più a De Seta che all'ammiccante e conciliante Michael Moore. Primavera in Kurdistan, è un film politico e poetico, che narra del viaggio di alcuni combattenti del Pkk (il Partito dei Lavoratori del Kurdistan) dal Nord dell'Iraq verso il confine con la Turchia. Il percorso tra le montagne, che Savona ha seguito con la sua telecamera nel maggio del 2003, è un percorso nella vita di questi combattenti un Kurdistan idealmente libero, che ancora oggi pare avere il diritto di esistere solo su quelle montagne.


Chi sono questi combattenti, quali sono le loro rivendicazioni e quale la loro storia? L'esperienza di questi ragazzi e ragazze viene raccontata dal regista in maniera essenziale, delicata, tramite uno sguardo ravvicinato ma rispettoso, privo di ogni eccesso retorico.

Una cosa è evidente fin dall'inizio, e costituisce il filo conduttore del film: la resistenza di questi combattenti ha il volto sorridente delle donne curde, che lottano ormai da anni non già (non più) per l'autonomia o per l'indipendenza, ma per il riconoscimento dell'esistenza del proprio popolo nella costruzione della repubblica turca, che ancora oggi si ostina a negarlo. Sono giovani donne, alcune delle quali nate e cresciute in Europa - come d'altronde il narratore Akif, nato e cresciuto in Germania, il cui diario scandisce i momenti narrativi del film -, che non perdono il sorriso neanche quando raccontano delle torture subite da parte dell'esercito iracheno. Donne la cui preparazione è politica prima che militare, come a dimostrare che la libertà e l'indipendenza sono questioni di spirito prima ancora che di forza, strettamente connesse agli aspetti più variegati dell'esistenza umana.

mercoledì 1 settembre 2010

sabato 4 PRESIDIO SOTTO IL CARCERE DI BENEVENTO


Sabato 4 Settembre il Comitato di Solidarietà ad Alì Orgen indice un presidio sotto il carcere di Benevento per denunciare ancora una volta l'ingiusta detenzione di Alì Orgen, le infami torture a cui sono sottoposti i curdi in Turchia e l'ignobile complicità dello Stato italiano nel genocidio del popolo curdo attraverso processi di estradizione illegittimi.

Il pullman per Benevento partirà dalla concattedrale alle ore 12,30 il costo del biglietto è di 10 euro a persona.
È fondamentale la partecipazione di quanta più gente possibile, ora più che mai serve una forte presenza che aiuti Alì a sopportare lo stato di detenzione e che richiami l'attenzione dei media affinchè il caso Alì Orgen diventi quanto più pubblico possibile.
Non possiamo permettere che gli infami accordi economici tra lo Stato italiano e quello turco si consumino sulle spalle di Alì e di tutt* le/i curd*.

Chiunque voglia prenotare può passare dal phone-center di Alì in via Mazzini 105
o inviare una mail a aliorgenlibero@gmail.com

venerdì 27 agosto 2010

giovedì 26 agosto 2010

sit-in itinerante x ali'


Ali Orgen libero

No all’estradizione




Non si può capire l’arresto e la richiesta di estradizione di Ali Orgen se non parliamo del Kurdistan, un paese negato che invece ha un suo popolo, suoi confini, una sua lingua, una sua cultura. Un paese di 40 milioni di persone che ha subìto e subisce il genocidio perpetrato da quegli stati che, come la Turchia ne occupano le terre e ne vogliono distruggere la storia. Per il solo fatto di parlare il curdo, si rischia la prigione. Ogni formazione politica curda è bandita.

Ali Orgen ha scelto come tanti altri curdi di manifestare e lottare per la liberazione del proprio popolo, il riconoscimento dei suoi diritti e l’indipendenza dallo Stato turco. Per questo, nel novembre del ’96 è stato arrestato. Dopo tre anni di carcere duro, in cui viene ripetutamente torturato, è condannato a morte, benché non sia mai stato accusato di alcun fatto di sangue. La condanna viene poi tramutata in ergastolo e successivamente in sei anni di reclusione. È un processo farsa. Al momento della condanna, ad Ali manca da scontare un residuo di pena, ma gli viene abbuonato.


Dal 2003 Ali vive a Taranto. Da un paio d’anni aveva aperto un phone center, il primo della città, per permettere a tutti gli stranieri di chiamare a prezzi modici nei propri paesi.

Nel 2005, in sua assenza, il processo viene riaperto, e in base alla riforma del codice penale turco, viene condannato a scontare quel presunto residuo.


La mattina del 18 agosto Ali viene arrestato. Su di lui pende una richiesta di estradizione totalmente ingiustificata. Ali rischia di finire nelle carceri turche, di essere torturato e ucciso.

Questo è Ali Orgen. Non quello dipinto come un “terrorista” dai mass media imbeccati dalle note dell’Interpol e dell’Ucigos, silenziosi complici, insieme al governo italiano, del sistema repressivo turco.

Nel più totale silenzio Ali Orgen è stato trasferito dal carcere di Taranto. Ciò a conferma del tentativo palese di isolarlo dai suoi affetti familiari e da quella vastissima rete di solidarietà che immediatamente si è creata nei suoi confronti.

Negli anni novanta Ali è stato vittima di un processo ingiusto. Oggi è vittima di una ingiusta richiesta di estradizione che si basa sull'assurda applicazione di un nuova legge liberticida.


Per questi motivi il Comitato di solidarietà ad Ali Orgen indice un sit-in itinerante sabato 28 Agosto 2010 dalle ore 10,00, con concentramento presso il phone-center di Ali Orgen sito in via Mazzini 105. L'iniziativa si concluderà presso la prefettura di Taranto, dove alle ore 11 è prevista una conferenza stampa finalizzata a ripristinare la verità sul caso di Ali Orgen.





Comitato di solidarietà ad Ali Orgen- No all'Estradizione

blog: http://www.comitatodisolidarietadaliorgen.blogspot.com

gruppo facebook: No all'estradizione del compagno Ali Orgen!!!!

mail: aliorgenlibero@gmail.com




mercoledì 25 agosto 2010

SABATO 28 aperitivo musicale

SABATO 28 AGOSTO

IL COMITATO DI SOLIDARIETÀ AD ALI' ORGEN, SABATO 28 AGOSTO INDICE UN PRESIDIO CON CONFERENZA STAMPA DALLE ORE 10,00 NEI PRESSI DELLA CASA CIRCONDARIALE DI TARANTO PER INFORMARE LA CITTADINANZA DELL'INGIUSTIZIA CHE SI STA CONSUMANDO NEI CONFRONTI DI ALI'.