CHI VIVE NELLA LOTTA MUORE LIBERO
con tutto il fervore rivoluzionario
le compagne ed i compagni
hasta siempre Salvatore, Zio Antonio e Claudio

SENZA RAPPRESENTANZA NÉ ISTITUZIONE
NEL TUO RICORDO PER LA RIVOLUZIONE

martedì 13 gennaio 2009

manifestazione nazionale roma


Sabata 17 Gennaio ci sarà a Roma una manifestazione nazionale in sostegno della Palestina...
da Taranto partirà un pulman alle 6,30 dalla concattedarle..

per adesioni e info: 3384981720/3343988788, 0994716012, palestinaAIpalestinesi@gmail.com
link utili: forum palestina

sabato 10 gennaio 2009

testo della risoluzione ONU 1860

TEXT OF RESOLUTION 1860 1. The Security Council stresses the urgency of and calls for an immediate, durable and fully respected ceasefire, leading to the full withdrawal of Israeli forces from Gaza.
2. The Security Council calls for the unimpeded provision and distribution throughout Gaza of humanitarian assistance, including of food, fuel and medical treatment.
3. The Security Council welcomes the initiatives aimed at creating and opening humanitarian corridors and other mechanisms for the sustained delivery of humanitarian aid.
4. The Security Council calls on member states to support international efforts to alleviate the humanitarian and economic situation in Gaza, including through urgently needed additional contributions to UNWRA and through the Ad Hoc Liaison Committee.
5. The Security Council condemns all violence and hostilities directed against civilians and all acts of terrorist.
6. The Security Council calls upon member states to intensify efforts to provide arrangements and guarantees in Gaza in order to sustain a durable ceasefire and calm, including to prevent illicit trafficking in arms and ammunition and to ensure the sustained reopening of crossing points on the basis of the 2005 Agreement on Movement and Access between the Palestinian Authority; and in this regard, welcomes the Egyptian initative, and other regional and international efforts that are underway.
7. The Security Council encourages tangible steps towards intra-Palestinian reconciliation including in support of mediation efforts of Egypt and the League of Arab States as expressed in the 26 November 2008 resolution, and consistent with Security Council Resolution 1850 (2008) and other relevant resolutions.
(**) 8. The Security Council calls for renewed and urgent efforts by the parties and the international community to achieve a comprehensive peace based on the vision of a region where two democratic states, Israel and Palestine, live side by side in peace with secure and recognized borders, as envisaged in Security Council Resolution 1850 (2008), and recalls also the important of the Arab Peace Initiative.
(**) 9. The Security Council welcomes the Quartet’s consideration, in consultation with the parties, of an international meeting in Moscow in 2009

martedì 6 gennaio 2009

Appello di solidarietà con il popolo palestinese

solidarietà con la Palestina

In queste ore la Striscia di Gaza è stata trasformata in una trappola mortale: l’esercito israeliano ha già fatto centinaia di morti e migliaia di feriti che moriranno nelle prossime ore, perché gli ospedali sono al collasso già da due anni a causa dell' embargo che ha bloccato anche i medicinali. I palestinesi di Gaza sono chiusi da ogni lato, dai militari israeliani e da quelli egiziani, sottoposti a micidiali bombardamenti e impediti a uscire da questo nuovo “ghetto di Varsavia” per cercare rifugio, alimenti, assistenza medica e protezione.

Gaza è assediata per terra e per mare da due anni: sono chiusi in trappola un milione e ottocentomila persone. La tregua non è stata rotta da Hamas o dalle altre organizzazioni palestinesi attive nella Striscia di Gaza, come dice la maggior parte dell'informazione occidentale, ma dalle autorità israeliane che durante la tregua hanno ucciso 25 palestinesi, effettuato arresti e rastrellamenti in Cisgiordania, mantenuto chiusi i valichi impedendo ai palestinesi di Gaza di entrare, uscire o ricevere i rifornimenti necessari per sopravvivere. Lanciare dei razzi è stata la carta che alcuni militanti palestinesi hanno tentato per rompere l' assedio, visto che la marina israeliana ha bloccato, tentando di speronarla, l'ultima delle navi pacifiste che portava a Gaza generi di prima necessità. Ogni equivalenza tra il lancio di razzi palestinesi a dicembre e i feroci bombardamenti israeliani è una ingiuria alla verità e alla giustizia.

Va precisato che il conflitto israelo-palestinese non è né millenario né religioso, e non ha nulla a che vedere con la sopravvivenza della popolazione ebraica: la Palestina è una terra dove numerose etnie e religioni hanno sempre coesistito (per esempio, un quarto della popolazione palestinese è cristiana) e non si può usare l’argomento dell’Olocausto, dato che i palestinesi non hanno nulla a che vedere con le atrocità della Germania nazista e dell’Italia fascista. Ma la funzione di sentinella strategica dell'Occidente consente ai governi israeliani di infischiarsi dal 1947 di qualsiasi risoluzione ONU, mentre per l'Iraq ignorarne una è stato pretesto formale per scatenare una guerra. Non solo, nelle ultime settimane non c’è nemmeno, da parte delle Nazioni Unite, una delle solite condanne retoriche e senza conseguenze pratiche nei confronti dello Stato di Israele.

Motivo contingente dell'operazione militare israeliana è il tentativo di instaurare un governo collaborazionista a Gaza: il ministro israeliano Tzipi Livni ha confermato che l’offensiva militare andrà avanti fino a quando non ci sarà un nuovo equilibrio di potere funzionale agli interessi israeliani. Sulla situazione in Palestina, inoltre, emergono le gravissime complicità dell’Egitto, che é arrivato a schierare le forze armate ai confini, facendo sparare contro i palestinesi che cercavano di fuggire dalla trappola di Gaza cercando rifugio e protezionein Egitto. Anche gli stati arabi sostanzialmente coprono l'operazione, mentre la popolazione di quei paesi, scende in massa in piazza per dimostrare la propria solidarietà nei confronti dei palestinesi (3 milioni di persone solo in Marocco)

I governi europei (incluso quello italiano) hanno preso posizioni formalmente equidistanti sulla mattanza in corso. Hanno però accettato e sostenuto l'embargo contro i palestinesi di Gaza ed hanno mantenuto i rapporti di collaborazione militare, scientifica, economica con le istituzioni israeliane. Il governo israeliano ha messo non solo l’Europa ma anche la nuova amministrazione USA di fronte al fatto compiuto, potendo godere di un livello di impunità per i propri crimini di guerra e contro l’umanità che la storia dal dopoguerra a oggi non ha assicurato a nessun altro stato.

Fino a quando vedremo, sentiremo e leggeremo nei mezzi di comunicazione che tutto ciò che sta accadendo oggi a Gaza, ieri in Cisgiordania e prima in Libano è colpa di coloro che sono aggrediti e massacrati e non dell’esercito israeliano, che cerca in tutti i modi di far scomparire dalla faccia della terra la Palestina?

Fino a quando continuerà la campagna per “giustificare l’ingiustificabile”, chiamando terroristi i membri di Hamas, gli unici vincitori delle elezioni più trasparenti che si sono celebrate in Medio Oriente?

Fino a quando ascolteremo quelle voci ipocrite che dicono di cercare “una soluzione pacifica del conflitto israelo-palestinese” senza dire alcunché sulla politica dello Stato d’Israele, preferendo creare la teoria dell’equidistanza, che mette sullo stesso piano sia i carnefici che le vittime?

Fino a quando lasceremo morire la Palestina, occupata da un esercito i cui metodi sono di una ferocia inaudita, senza dire nulla?

Il popolo palestinese vive un momento estremamente difficile dal quale potrebbe uscire ridotto ad una esclusiva questione umanitaria che negherebbe la sua aspirazione ad avere i diritti che spettano a ogni popolo.

Chiediamo che il massacro in corso cessi immediatamente, che si assicurino ai palestinesi i diritti che spettano a ogni popolo, che sia ristabilita la corretta informazione.

Invitiamo tutte le associazioni, i partiti, i collettivi e le realtà organizzate presenti sul territorio a firmare questo appello.

adesioni al 09/01/09: Comitati di quartiere Taranto, csoa cloro rosso, confederazione cobas, slai cobas, sinistra critica, presidio permanente No discariche, UDAP, ARCI Grottaglie, Comitato per Taranto, Primavera radio,Gigi Pulpito esecutivo regionale RdB/CUB Puglia, ARCI Provincia Taranto, Cosimo Borraccino presidente del gruppo P.d.C.I. in consiglio regionale, Calvani Annagiulia responsabile gruppo P.d.C.I. in consihglio regionale


invitiamo chiunque voglia sottoscrivere l'appello ad inviare le proprie adesioni all'indirizzo: palestinaAIpalestinesi@gmail.com

domenica 4 gennaio 2009

Palestina,continua il massacro

Il 27/12 alle ore 12 sulla Striscia di Gaza cominciavano a piovere le prime bombe da parte dei caccia israeliani. E' iniziata in questo modo l'offensiva israeliana denominata: "Piombo fuso” Centinaia di persone hanno perso la vita in questi giorni grazie ai "bombardamenti chirurgici contro obiettivi militari", nella quasi totale indifferenza della UE e con l'appoggio USA.
A meno di due mesi dalle elezioni israeliane, comincia in questo modo la campagna elettorale della Livni e di Barack decisi a dare il colpo finale ad un territorio che da diciotto mesi è sotto embargo e vive in totale segregazione. Una operazione militare su vasta scala, in preparazione da mesi, che probabilmente vorrebbe anche riscattare la figuraccia in terra libanese.
In tutto questo non sorprende la posizione di Fatah. Abu Mazen, leader dell'ANP, si è dichiarato disponibile a riprendere il "controllo" della Striscia o di ciò che ne rimarrà.
Le forze israeliane sono avanzate da ieri nella Striscia lungo tre direttive.
In una intervista alla radio militare, il ministro Benyamin Ben Eliezer ha assicurato che a Gaza la operazione “Piombo fuso” si sta svolgendo secondo i piani prestabiliti. Lo scopo di questa offensiva, ha precisato, è di creare una nuova situazione, grazie alla quale in futuro non si verificheranno più lanci di razzi palestinesi sul Neghev. Probabilmente vogliono radere completamente al suolo Gaza.
Alle 23:30 di ieri, 3 Gennaio, erano 460 i morti e 2300 i feriti tra i palestinesi. I cortei di solidarietà sono stati numerosi. A Casablanca in queste ore ci sono 3 milioni di persone in piazza, mentre circa un milione nella città di Istambul. Anche in Europa ci sono state molte manifestazioni. A Londra, Berlino e Parigi le più corpose. In Italia ci sono state nella giornata di ieri, 3 Gennaio, cortei in numerose città: Roma, Milano, Bologna, Parma, Vicenza. Nella nostra regione ci siamo visti a Bari, dove il corteo era aperto dalla comunità araba residente nel capoluogo pugliese.
Quella di ieri è stata solo la prima giornata di mobilitazione a cui devono assolutamente seguire numerose iniziative su tutto il territorio.
Per questo motivo convochiamo per oggi, 4 Gennaio, un’assemblea al Comitato di Quartiere, alle ore 18:30. Tutt* coloro che vogliono dare solidarietà alla Palestina e ai palestinesi sono invitati.

CINQUE ANNI


Dopo cinque anni di lotta... siamo ancora qui!
Siete tutti invitati al comitato di quartiere per l'autorganizzazione sociale 'città vecchia'
lunedì 5/01/09 dalle 19.00 in poi

martedì 23 dicembre 2008

APERTIVO MUSICALE


Dal 27 al 30 Dicembre il comitato di quertiere organizza: APERITIVO MUSICALE..
Tutte le sere dalle 19, venite a trascorrere il vostro pre-serata al comitato di quartiere 'città vecchia';

27 e 28 selezione musicale reggae roots dub, funk e hip hop. Ai controlli Shakallo, Bim Bum Bam, African Soundz

29 e 30 Selezione musicale a sorpresa