CHI VIVE NELLA LOTTA MUORE LIBERO
con tutto il fervore rivoluzionario
le compagne ed i compagni
hasta siempre Salvatore, Zio Antonio e Claudio
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le compagne ed i compagni
hasta siempre Salvatore, Zio Antonio e Claudio
SENZA RAPPRESENTANZA NÉ ISTITUZIONE
NEL TUO RICORDO PER LA RIVOLUZIONE
giovedì 25 agosto 2011
martedì 23 agosto 2011
Bene, bravi, bis!
Mentre in questi caldi mercoledì d'agosto la città vecchia di Taranto si riempie di suoni, luci e colori, all'ombra della cosiddetta “Rigenerazione Urbana” c'è chi, con la zampino degli Industriali e dei Costruttori, lavora alla svendita del patrimonio immobiliare comunale dell'isola ai privati ed alla costruzione di una nuova, più subdola, macchina del consenso.
Questo accade in una città vittima di una strage ambientale, che ha lasciato impunemente avvelenare aria, terra e acqua fino al punto di condannare a morte certa persino le sue risorse migliori (come la mitilicoltura) e che ha cementato sui muri di un'isola volutamente lasciata in preda all'abbandono e al degrado 365 giorni l'anno le ruberie e le speculazioni di URBAN II. Dove manca persino l'acqua e servizi sociali e non si è in grado di mettere in pratica una seria gestione dei rifiuti e dei beni comuni. Accade, ad esempio, che politicanti senza scrupoli e le solite consorterie clientelari legate alla grande industria e alle lobbies militari indossano oggi la “giacca nuova” del mecenatismo e dell'ambientalismo, e si preparano ad imbandire la tavola della prossima truffa ai danni dei cittadini di Taranto e degli abitanti della città vecchia. Perchè molto probabilmente domani, spente le luci e spariti i lustrini dei “mercoledì nell'isola”, chi fa gli interessi di chi per anni ci ha colonizzato e inquinato, facendo enormi profitti e non pagando neanche un centesimo per i danni permanenti e irreversibili prodotti, continuerà indisturbato a perseguire i propri obiettivi economici, mentre ai tarantini, abbagliati, resterà l'illusione di “aver partecipato” al cambiamento.
Ma di realmente partecipato, nei nuovi progetti da 7 milioni di euro che riguardano la rigenerazione urbana della città vecchia, non si è visto proprio nulla, come nulla è dato sapere agli abitanti dell'isola, già privati di beni e servizi essenziali, sul futuro, soprattutto dal punto di vista delle politiche abitative, che li aspetta.
E se le stesse persone che oggi sponsorizzano il cambiamento e che allo stesso tempo fanno gli interessi di chi ci ha avvelenato e posto in una condizione di subalternità, domani le rivedremo anche nelle prossime campagne elettorali, avremo la certezza che niente di buono, o di nuovo, si prepara.
E invece ora di costruire realmente e dal basso il cambiamento, cominciando dal riconoscere per tempo le “nuove” manovre dei soliti, vecchi speculatori. Mò avaste.
MERCOLEDI 24 AGOSTO c/o il COMITATO DI QUARTIERE di Via Paisiello, a partire dalle ore 20: “Da URBAN II alla RIGENERAZIONE URBANA. Storie di ordinaria speculazione”. Videoinchiesta sulle politiche di riqualificazione nella Città vecchia.
A seguire, selezioni musicali electro techno minimal live a cura dei dj Patchsy & Brusca.
Mentre in questi caldi mercoledì d'agosto la città vecchia di Taranto si riempie di suoni, luci e colori, all'ombra della cosiddetta “Rigenerazione Urbana” c'è chi, con la zampino degli Industriali e dei Costruttori, lavora alla svendita del patrimonio immobiliare comunale dell'isola ai privati ed alla costruzione di una nuova, più subdola, macchina del consenso.
Questo accade in una città vittima di una strage ambientale, che ha lasciato impunemente avvelenare aria, terra e acqua fino al punto di condannare a morte certa persino le sue risorse migliori (come la mitilicoltura) e che ha cementato sui muri di un'isola volutamente lasciata in preda all'abbandono e al degrado 365 giorni l'anno le ruberie e le speculazioni di URBAN II. Dove manca persino l'acqua e servizi sociali e non si è in grado di mettere in pratica una seria gestione dei rifiuti e dei beni comuni. Accade, ad esempio, che politicanti senza scrupoli e le solite consorterie clientelari legate alla grande industria e alle lobbies militari indossano oggi la “giacca nuova” del mecenatismo e dell'ambientalismo, e si preparano ad imbandire la tavola della prossima truffa ai danni dei cittadini di Taranto e degli abitanti della città vecchia. Perchè molto probabilmente domani, spente le luci e spariti i lustrini dei “mercoledì nell'isola”, chi fa gli interessi di chi per anni ci ha colonizzato e inquinato, facendo enormi profitti e non pagando neanche un centesimo per i danni permanenti e irreversibili prodotti, continuerà indisturbato a perseguire i propri obiettivi economici, mentre ai tarantini, abbagliati, resterà l'illusione di “aver partecipato” al cambiamento.
Ma di realmente partecipato, nei nuovi progetti da 7 milioni di euro che riguardano la rigenerazione urbana della città vecchia, non si è visto proprio nulla, come nulla è dato sapere agli abitanti dell'isola, già privati di beni e servizi essenziali, sul futuro, soprattutto dal punto di vista delle politiche abitative, che li aspetta.
E se le stesse persone che oggi sponsorizzano il cambiamento e che allo stesso tempo fanno gli interessi di chi ci ha avvelenato e posto in una condizione di subalternità, domani le rivedremo anche nelle prossime campagne elettorali, avremo la certezza che niente di buono, o di nuovo, si prepara.
E invece ora di costruire realmente e dal basso il cambiamento, cominciando dal riconoscere per tempo le “nuove” manovre dei soliti, vecchi speculatori. Mò avaste.
MERCOLEDI 24 AGOSTO c/o il COMITATO DI QUARTIERE di Via Paisiello, a partire dalle ore 20: “Da URBAN II alla RIGENERAZIONE URBANA. Storie di ordinaria speculazione”. Videoinchiesta sulle politiche di riqualificazione nella Città vecchia.
A seguire, selezioni musicali electro techno minimal live a cura dei dj Patchsy & Brusca.
giovedì 18 agosto 2011
sabato 6 agosto 2011
sull'isola che vogliamo
Il comitato di quartiere città vecchia sostiene tutte le associazioni e i cittadini che con onestà intellettuale si spendono sul territorio per una riqualificazione urbana-sociale e culturale del quartiere città vecchia.
L'isola che vogliamo è viva ed è espressione di creatività in tutto il suo tessuto, è un'isola che si riappropria del diritto ad esistere e ad essere parte integrante di tutta la città, è un'isola in cui i servizi diventano reali, in cui l'acqua (pubblica) non viene a mancare mai, è un'isola in cui l'illuminazione diventa costante e capillare, un'isola non lasciata all'abbandono ed al degrado, un'isola che non sia pulita solo nei luoghi di passeggio in occasioni sporadiche (San Cataldo, Settimana Santa, eventi vari), un'isola in cui le speculazioni edilizie non trovano posto, in cui la grande truffa di Urban II è stata completamente smascherata, un'isola che possa vivere la sua quotidianità e non sia costretta a sopravvivere tra degrado scempio ed abbandono, è un'isola in cui esiste una scuola popolare e dei percorsi di educazione popolare tesi alla trasformazione del contesto in cui si vive... vogliamo un'isola in cui i suoi abitanti abbiano la possibilità di vivere dignitosamente organizzandosi ed autorganizzandosi: dallo smaltimento dei rifiuti fino alla riqualificazione delle piazze e delle strade... insomma non vogliamo un'isola abbandonata alla speculazione edilizia e destinata a divenire vetrina per pochi visitatori, ma un'isola che cosciente del suo essere cuore storico e culturale della città trova il suo ruolo nei processi di trasformazione della città intera.
COMITATO DI QUARTIERE
CITTA' VECCHIA
CITTA' VECCHIA
sabato 23 luglio 2011
Comunicato stampa del 23 LUGLIO 2011:
I comitati di quartiere di Taranto, le associazioni e le realtà di base della provincia, attive sui temi dell’ambiente, organizzano:
SUBURBANA 2011, UN CAMPEGGIO POLITICO AUTORGANIZZATO PER DISCUTERE DI ACQUA, RIFIUTI, SANITA’ E BENI COMUNI IN PUGLIA. A LIZZANO, DAL 26 AL 30 LUGLIO .
Sono passati dieci anni dalle giornate del G8 di Genova del 2001, un vertice politico-economico dove pochi potenti, per scelta propria rinchiusi all’interno di un’area inviolabile, si arrogavano il diritto di continuare a garantire gli sfruttamenti, i profitti, le ricchezze e le immunità di pochi, stringendo definitivamente una vite che condannava alla povertà, alla precarietà ed alla brutale repressione i molti. Per farlo, non ebbero alcun timore di usare la forza militare, all’interno di un quadro concretamente definito come la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale. Quello che si è manifestato in seguito, ed è sotto gli occhi di tutti, è stata la naturale conseguenza della repressione nelle strade di Genova: non c’è limite alle speculazioni economiche del neoliberismo globalizzato, e chi, in America Latina o in India, come che a Napoli o in Val di Susa, si oppone a questo progetto, non ha diritto di cittadinanza. Sono rimaste tutte lì, intatte, le ragioni di quel movimento altermondialista che ha portato, ovunque, centinaia di migliaia di manifestanti di estrazioni diverse ad unirsi e a portare in piazza non rivendicazioni locali, ma temi attorno ai quali si riconoscevano le popolazioni della Terra. La crisi economica mondiale, la distruzione dello stato sociale, la devastazione ambientale, il precariato, la privatizzazione dei beni comuni sono così diventati il necessario prezzo da pagare alle guerre ed alla crisi economica mondiale, mentre l’assenza di rappresentatività, anche nelle cosiddette democrazie occidentali, costringe a pensare a nuove forme di riappropriazione della dimensione pubblica, capaci di superare la sempre più evidente distanza tra i partiti politici e la stragrande maggioranza della popolazione.
Anche nella Puglia di Fitto eVendola le contraddizioni di questo sistema si fanno sempre più stridenti: si tenta di limitare la ripubblicizzazione dell'acqua, dopo che un referendum partecipatissimo ha chiaramente espresso una netta contrarietà a queste manovre, si chiudono ospedali pubblici mentre si favorisce la peggiore sanità privata, si incrementa il circolo vizioso dei traffici di rifiuti garantendo profitti e nuove autorizzazioni ai signori delle discariche e degli inceneritori, nel solco tracciato da quel pensiero unico dominante che considera il valore delle merci superiore a quello delle persone. Così si riaprono, invece, vergognosi centri lager che pensavamo definitivamente ripudiati dalla Storia, si militarizzano i territori, e si consolidano centri di potere che non hanno nessuna intenzione di vedere intaccati i propri benefici.
Sono queste le ragioni per le quali comitati e associazioni di base di cittadini di questo territorio si incontrano a Suburbana, per autogestire insieme un campeggio politico di cinque giorni durante i quali condividere analisi sui beni comuni e discutere di nuove strategie di lotta. L’appuntamento è a Lizzano (TA), in Contrada Porvica - raggiungibile dalla SP Pulsano Monacizzo - da martedì 26 luglio e fino al 30. I dibattiti e gli approfondimenti tematici si terranno a partire da mercoledì 27, con una discussione che vedrà coinvolti i Comitati territoriali per l’acqua pubblica e proseguiranno nei giorni 28 e 29 luglio, quando al centro dell’attenzione saranno poste la gestione dei rifiuti, e la sanità in Puglia, con “l’affare”, sempre più inquietante, del San Raffaele del Mediterraneo a Taranto. Come sempre, anche durante questa edizione di Suburbana, saranno attivi tutti i giorni il bar e la cucina popolare, le mostre e gli spazi per la controinformazione e le autoproduzioni, l’area destinata alla musica ed ai concerti.
SUBURBANA 2011, UN CAMPEGGIO POLITICO AUTORGANIZZATO PER DISCUTERE DI ACQUA, RIFIUTI, SANITA’ E BENI COMUNI IN PUGLIA. A LIZZANO, DAL 26 AL 30 LUGLIO .
Sono passati dieci anni dalle giornate del G8 di Genova del 2001, un vertice politico-economico dove pochi potenti, per scelta propria rinchiusi all’interno di un’area inviolabile, si arrogavano il diritto di continuare a garantire gli sfruttamenti, i profitti, le ricchezze e le immunità di pochi, stringendo definitivamente una vite che condannava alla povertà, alla precarietà ed alla brutale repressione i molti. Per farlo, non ebbero alcun timore di usare la forza militare, all’interno di un quadro concretamente definito come la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale. Quello che si è manifestato in seguito, ed è sotto gli occhi di tutti, è stata la naturale conseguenza della repressione nelle strade di Genova: non c’è limite alle speculazioni economiche del neoliberismo globalizzato, e chi, in America Latina o in India, come che a Napoli o in Val di Susa, si oppone a questo progetto, non ha diritto di cittadinanza. Sono rimaste tutte lì, intatte, le ragioni di quel movimento altermondialista che ha portato, ovunque, centinaia di migliaia di manifestanti di estrazioni diverse ad unirsi e a portare in piazza non rivendicazioni locali, ma temi attorno ai quali si riconoscevano le popolazioni della Terra. La crisi economica mondiale, la distruzione dello stato sociale, la devastazione ambientale, il precariato, la privatizzazione dei beni comuni sono così diventati il necessario prezzo da pagare alle guerre ed alla crisi economica mondiale, mentre l’assenza di rappresentatività, anche nelle cosiddette democrazie occidentali, costringe a pensare a nuove forme di riappropriazione della dimensione pubblica, capaci di superare la sempre più evidente distanza tra i partiti politici e la stragrande maggioranza della popolazione.
Anche nella Puglia di Fitto eVendola le contraddizioni di questo sistema si fanno sempre più stridenti: si tenta di limitare la ripubblicizzazione dell'acqua, dopo che un referendum partecipatissimo ha chiaramente espresso una netta contrarietà a queste manovre, si chiudono ospedali pubblici mentre si favorisce la peggiore sanità privata, si incrementa il circolo vizioso dei traffici di rifiuti garantendo profitti e nuove autorizzazioni ai signori delle discariche e degli inceneritori, nel solco tracciato da quel pensiero unico dominante che considera il valore delle merci superiore a quello delle persone. Così si riaprono, invece, vergognosi centri lager che pensavamo definitivamente ripudiati dalla Storia, si militarizzano i territori, e si consolidano centri di potere che non hanno nessuna intenzione di vedere intaccati i propri benefici.
Sono queste le ragioni per le quali comitati e associazioni di base di cittadini di questo territorio si incontrano a Suburbana, per autogestire insieme un campeggio politico di cinque giorni durante i quali condividere analisi sui beni comuni e discutere di nuove strategie di lotta. L’appuntamento è a Lizzano (TA), in Contrada Porvica - raggiungibile dalla SP Pulsano Monacizzo - da martedì 26 luglio e fino al 30. I dibattiti e gli approfondimenti tematici si terranno a partire da mercoledì 27, con una discussione che vedrà coinvolti i Comitati territoriali per l’acqua pubblica e proseguiranno nei giorni 28 e 29 luglio, quando al centro dell’attenzione saranno poste la gestione dei rifiuti, e la sanità in Puglia, con “l’affare”, sempre più inquietante, del San Raffaele del Mediterraneo a Taranto. Come sempre, anche durante questa edizione di Suburbana, saranno attivi tutti i giorni il bar e la cucina popolare, le mostre e gli spazi per la controinformazione e le autoproduzioni, l’area destinata alla musica ed ai concerti.
mercoledì 20 luglio 2011
Venerdì 22 Sabato 23 ASPETTANDO SUBURBANA 011
Continuano le iniziative per cercare di fra fronte alle spese dell'organizzazione dell'eveno SUBURBANA 011...
raggiungici e fatti raggiungere al comitato di quartiere città vecchia..
dalle ore 21. cena e buona musica..
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