CHI VIVE NELLA LOTTA MUORE LIBERO
con tutto il fervore rivoluzionario
le compagne ed i compagni
hasta siempre Salvatore, Zio Antonio e Claudio

SENZA RAPPRESENTANZA NÉ ISTITUZIONE
NEL TUO RICORDO PER LA RIVOLUZIONE

giovedì 17 luglio 2014

PRESIDIO CON IL POPOLO PALESTINESE A TARANTO






L'ASSEMBLEA DELL'AUTORGANIZZAZIONE TARANTINA comunica che in data venerdì 18 luglio 2014, a partire dalle ore 19:00 in piazza Maria Immacolata angolo via d'Aquino a Taranto, si terrà un presidio contro l'aggressione israeliana alla striscia di Gaza e in solidarietà con il popolo palestinese. 



DINANZI A QUESTO ENNESIMO GENOCIDIO, CAMUFFATO COL NOME DI "GUERRA AL TERRORISMO", NON POSSIAMO RESTARE INDIFFERENTI. PARTECIPIAMO NUMEROSI.

PALESTINA LIBERA








OLTRE 230 MORTI IN 9 GIORNI E PIÙ DI 1.400 FERITI:

IL 70% SONO CIVILI. QUESTO È SOLO IL BILANCIO PARZIALE, DESTINATO AD AGGRAVARSI, DELL'AGGRESSIONE DI ISRAELE ALLA GENTE DI PALESTINA.


A fine giugno, non identificati “estremisti palestinesi” hanno rapito tre giovani coloni israeliani. Nessuna rivendicazione, eppure il governo israeliano è certo che il colpevole sia Hamas (che governa legittimamente la striscia di Gaza) che, a pochi giorni dall'accaduto, aveva appena firmato un accordo di riconciliazione nazionale con l'Autorità Nazionale Palestinese di Abu Mazen.
Per stanare i sequestratori e trovare i tre ragazzi, Israele lancia l’operazione “Brother's Keeper”.
Quando i tre giovani vengono trovati uccisi, alcuni israeliani sequestrano, torturano e bruciano vivo Mohammed Abu Khadr, 16 anni (di cui vedremo il volto sui nostri giornali solo molti giorni dopo, senza sapere altro) e il governo israeliano scatena l’operazione “Bordo Protettivo”, una serie di bombardamenti indiscriminati su civili, case, scuole, ospedali e orfanotrofi della striscia di Gaza, uno dei luoghi più popolati del mondo.

Per i media siamo evidentemente di fronte ad una guerra che, se fosse realmente tale rivendicherebbe l'esistenza di un esercito palestinese.
E’ così che la verità lascia il posto alla parzialità: i fatti scompaiono per cedere il passo alla libera ricostruzione. A Gaza non c'è alcuna guerra in corso. A Gaza è in corso una aggressione da parte di un esercito occupante. Un'occupazione militare che dura dal lontano 1948 e che, in quell'anno, causò l'esodo forzato di migliaia di palestinesi, evento ricordato dagli stessi come “Nakba” (catastrofe). Un'occupazione militare che attua una politica di pulizia etnica verso tutta la Palestina storica. Oggi, i profughi palestinesi sono oltre 4 milioni.
L’attuale aggressione di Israele sulla striscia di Gaza non smentisce questa politica genocida.

La macchina della propaganda israeliana tenta ancora di narrare le sue politiche come vittimistiche e di difesa costruendo pretesti per nuove ondate di distruzione indiscriminata sulla popolazione Palestinese.
La strategia sionista di brandire politiche brutali come risposta ad hoc a qualsiasi azione palestinese è vecchia come la stessa presenza sionista in Palestina.

I mezzi per raggiungere l'obiettivo della “Grande Israele” sono cambiati negli anni, la formula però è rimasta la stessa: per quanto possa cambiare la visione sionista di uno Stato ebraico, ciò potrà realizzarsi solo ed esclusivamente senza la presenza di un numero significativo di palestinesi. Uno “stato” quello israeliano privo di qualsiasi caratteristica per potersi definire tale, che basa la sua economia su quella bellica ma sopratutto sul furto e lo sfruttamento delle risorse umane (manovalanza palestinese per costruire colonie) e territoriali come l'acqua e l'agricoltura. Uno “stato” militare, razzista e religioso che obbliga i potenziali cittadini israeliani al giuramento del credo ebraico in barba a molti ebrei nel mondo che non si riconoscono nello “stato” di Israele.

La solidarietà al popolo palestinese viene normalmente e demagogicamente criminalizzata ed intesa come azione antisemita. A quest'accusa noi rispondiamo, sulla base dei motivi storici che ci hanno visti e ci vedono dalla parte degli oppressi, affermando che i palestinesi sono SEMITI. Pensiamo che un popolo sotto occupazione militare abbia il diritto di resistere con ogni mezzo necessario per liberarsi e liberare la propria terra.

TERRA, ACQUA E LIBERTA' PER IL POPOLO PALESTINESE.

Assemblea autorganizzazione tarantina

giovedì 10 luglio 2014

GIOVEDì 17 LUGLIO
ALLA BIBLIOTECA POPOLARE 


RED 'N' BLUE REBEL VIBES & RANDEZ VOUZ
LIVE DJ-SET
h 21


SABATO 19 LUGLIO
ALLA BIBLIOTECA POPOLARE

MOSTRA-VIDEO-BANCHETTI-MUSICA
CENA POPOLARE
il ricavato andrà a sostenere le/i compagn* privati della libertà



DOMENICA 20 LUGLIO
VILLETTA CARLO GIULIANI
Paolo VI


giornata di mobilitazione 
PRANZO POPOLARE
MOSTRA FOTOGRAFICA
REBEL CITY SOUND SYSTEM dj-set



GIOVEDì 24 LUGLIO
ALLA BIBLIOTECA POPOLARE



BRUSCA DEEP SESSION

lunedì 19 maggio 2014

martedì 6 maggio 2014

giovedì 17 aprile 2014

LA CITTA’ VECCHIA DI TARANTO DAL PICCONE RISANATORE ALLA RIGENERAZIONE URBANA: STORIE DI ORDINARIA SPECULAZIONE.






Sono passati più di ottant’anni da quando, con un colpo di piccone, il regime fascista inaugurò la politica di distruzione del centro storico di Taranto, mascherandola con le esigenze del “risanamento”. La demolizione del pittaggio Turripenne, insieme al quale caddero a centinaia, case, slarghi, postierle, vicoli e chiese, rappresentò piuttosto l’esigenza di svuotare l’isola del suo contenuto umano e sociale più formato e combattivo, dove più forti erano il radicamento territoriale e la coscienza popolare. Politiche che anche nell’era democratica purtroppo, non hanno mancato di sferrare i loro colpi mortali all’isola, con la diaspora degli abitanti della città vecchia costretti ad emigrare verso altri quartieri dormitorio in seguito ai crolli, tra tutti quelli di Vico Reale nel 1975, e l’abbandono coatto di pesca, tradizioni, socialità, memoria storica. A tutto vantaggio della monocultura militare e industriale, sotto il cui cappello si è sviluppata la peggior classe politico amministrativa d’Italia, capace di arricchire i soliti noti e di indebitare e ammalare questa città, e i suoi figli, per generazioni.
Questa operazione giunge poi sino ai giorni nostri con interventi di cosiddetto”restauro urbano” compiuti, dopo lo svuotamento della città vecchia, unicamente sull’edilizia. Un’operazione determinata da una precisa volontà politica, quella di rendere inagibile ed obsoleta una struttura urbana, e con essa chi ci risiede, negando per anni servizi sociali essenziali in un civile stato di diritto.
Dai Piani Urban alla cosiddetta Rigenerazione Urbana nulla infatti rimane dei roboanti proclami di recupero ambientale e socio culturale del centro storico, e nel mentre si continuano a sostenere scellerati progetti di ampliamento ad est (da Sircom al San Cataldo passando per Cimino - Auschan), la città vecchia continua a crollare pezzo dopo pezzo, i suoi vicoli ad essere murati, il suo enorme patrimonio storico artistico e culturale ad essere disperso o svenduto.
Dopo le compravendite, le speculazioni e le partite di giro cosa rimane per la gente dell’isola dei fondi, ingenti, della Rigenerazione Urbana?
Aldilà degli annunci puntualmente disattesi dai fatti, quale sarà, per esempio, la destinazione d’uso dei Palazzi Troilo e Carducci?
Quali gli interventi di riqualificazione dell’area di via Di Mezzo retrostante la chiesa di S. Giuseppe?
Numerose testimonianze, anche locali, dimostrano che pratiche come l'autocostruzione e l'autorecupero di edifici, piazze, contesti urbani abbandonati e degradati coinvolgendo la popolazione residente possono innescare meccanismi in grado di rivitalizzare non solo gli spazi fisici ma anche e soprattutto di elevare il livello della qualità della vita, rispondendo tra l'altro a bisogni fondamentali e facendolo in maniera sostenibile, con un utilizzo minore di risorse economiche.
La partecipazione degli abitanti dell’isola ai processi e alle scelte resta invece una chimera vagheggiata per ottenere un visto in più sui progetti per i prossimi fondi regionali e comunitari, e poco convincono, i documenti programmatici, tavoli, manifesti d'intenti, sponsorizzati da uomini di partito e diretti dagli “addetti ai lavori”.
Né servirà ad alcunché in città vecchia il monumento bronzeo celebrativo al carabiniere, voluto da Sindaco e Giunta Comunale per riportare il senso dello Stato e della legalità tra i vicoli, interpretando i sentimenti di non si capisce quale popolazione. Soldi pubblici sprecati, in questo particolare momento storico ed in un quadro talmente emergenziale, per un’opera che appare tanto incomprensibile quanto inutile.
E’ invece ora che la popolazione della città vecchia torni ad essere protagonista del proprio destino scippato da Istituzioni e ceto politico ed a riprendersi la propria dignità, cominciando dal pretendere voce in capitolo nelle scelte. per questo il Comitato di Quartiere di via Paisiello/P.zza Monteoliveto e la Casa Occupata di via Garibaldi promuovono una
ASSEMBLEA POPOLARE
MARTEDI' 29 APRILE 2014 ORE 17.30
VIA DI MEZZO, C/O POSTIERLA VIA NUOVA CITTA' VECCHIA
Dietro la chiesa di San Giuseppe

25 APRILE



25 APRILE
LA LIBERAZIONE È UN DOVERE ATTUALE!!!

CORTEO PER LE VIE DEL CENTRO STORICO

IL QUARTIERE È DI CHI LO VIVE!!!


ore 10 CONCENTRAMENTO
DISCESA VASTO

ore 13 ARRIVO IN PIAZZA MONTEOLIVETO
PRANZO POPOLARE

ore 20 BIBLIOTECA POPOLARE
SERATA MUSICALE

mercoledì 9 aprile 2014

XI EDIZIONE DELLE GIORNATE DELLA MADONNA



MERCOLEDÌ 16 APRILE h 18
MOSTRA FOTOGRAFICA
E PROIEZIONI
'DA VICOLI CHIUSI A SPAZI APERTI'
a seguire
MUSICA DIFFUSA


GIOVEDÌ 17 APRILE h 22
dj set
REBEL CITY SOUND SYSTEM


TUTTE LE SERE GASTRONOMIA POPOLARE