CHI VIVE NELLA LOTTA MUORE LIBERO
con tutto il fervore rivoluzionario
le compagne ed i compagni
hasta siempre Salvatore, Zio Antonio e Claudio

SENZA RAPPRESENTANZA NÉ ISTITUZIONE
NEL TUO RICORDO PER LA RIVOLUZIONE

giovedì 19 aprile 2012

MANIFESTAZIONE 25 APRILE


Le ultime vicende legate alle cicliche crisi finanziarie dei paesi dell’UE, ci hanno imposto spesso un approfondimento di argomenti di natura economica, attorno ai quali è stato necessario costruire analisi per cercare di concretizzare proposte di alterità.
La globalizzazione del debito pubblico ha fatto si che le misure restrittive come le abolizioni dei diritti, fossero viste come unica via di ripresa sociale, permettendo che si diffondesse la rassegnazione al sacrificio individuale. E così vengono approvate a raffica manovre di diminuzione del reddito, di eliminazione del diritto al lavoro, all’accessibilità della cultura, e di privatizzazioni dei beni comuni. La dittatura delle banche impone ai governi europei continui adeguamenti di diminuzione del debito pubblico, in modo da poter attuare sistemi finanziari volti ad un ulteriore accrescimento dei profitti. La politica nazionale, in tutto questo, gioca un vergognoso ruolo di accondiscendenza al governo tecnico, che ha permesso in alcune situazioni di svelare la reale tendenza di alcuni partiti politici. Come ad esempio le ultime vicende sulla TAV o sull’articolo 18, in cui senza poi troppe sorprese, sindacati e partiti di “sinistra” si sono piegati al potere.
La cittadinanza non sempre assiste passivamente a questi giochi di governo…Si respira tra la gente un’aria di sfiducia, che porta a pensare ad una necessità di cambiamento della politica, così come sono stati abituati ad intenderla. Le analisi che i movimenti cercano di portare avanti da anni sulle forme di dissenso e liberazione dalle istituzioni, di appropriazione dei diritti secondo una logica autogestita che parta da l basso, assumono oggi caratteri diversi nelle vite delle città.
A Taranto, come in molte altre, si sviluppa il desiderio di mettersi in prima persona a gestire le sorti del proprio territorio, determinando così un grosso accrescimento di liste civiche nelle campagne elettorali. Spinti collettivamente dall’idea di una politica diversa, quanto siamo sicuri che il concetto di delega istituzionale possa funzionare contro l’abbattimento di poteri forti, comandati e stabiliti dagli organi di stato? L’idea di lottare per sviluppare una coscienza di partecipazione attiva sarebbe forse un punto migliore di partenza per assicurare un futuro diverso in cui l’individuo autodetermina e gestisce i propri bisogni ed i propri diritti, ed in cui si stimola dal basso la creazione di meccanismi per affrontare la crisi e riprendersi il proprio futuro.
La liberazione non può essere solo una ricorrenza. Storicamente l'Italia non è mai stata completamente liberata dal fascismo, i vecchi fascisti mascherati da liberali continuavano ad essere presenti nei centri nevralgici del potere. È proprio questo che rende la necessità della liberazione sempre più attuale in quanto i vecchi fascismi diventano sempre più subdoli e pericolosi, questa compenetrazione ha favorito lo svuotamento della 'democrazia' alimentando le disuguaglianze sociali.
Taranto diventa uno degli esempi concreti di questa tendenza: i cittadini continuano a subire l'inquinamento della grande industria, le coste continuano ad essere colonizzate dalla marina militare, il degrado dei quartieri diventa oggetto di speculazioni e i diritti fondamentali (acqua, sanità ecc..) non vengono garantiti, anzi privatizzati, l'aumento del tasso di disoccupazione e precarietà continuano ad alimentare il ricatto occupazionale, viene marcata la flessibilità lavorativa con gli attacchi all'articolo 18 da parte dell'attuale governo nazionale già responsabile di una macelleria sociale senza precedenti.

Su questi elementi scenderemo in piazza il 25 Aprile per la costruzione di una manifestazione che esprima la necessità di coniugare il passato con il presente, per una nuova fase di coinvolgimento e partecipazione diretta, decisa dalle istanze popolari, rendendo il concetto di liberazione quanto più concreto ed attuale possibile.

IL CORTEO PARTIRÀ ALLE 9.00 DA PIAZZA EBALIA E FINIRÀ IN PIAZZA MARCONI

COMUNICATO STAMPA Rete civica per l’acqua pubblica – Ato3 Campania



Caso Gori, il Tar dà ragione ai Comitati per l’acqua pubblica

Accolto il ricorso presentato dai Comitati riuniti nella Rete civica per l’acqua pubblica Ato3, insieme a Federconsumatori Campania e Comune di Visciano.
La prima sezione del TAR Campania, presieduta dal magistrato Antonio Guida, ha ritenuto pienamente fondate le ragioni dei Comitati civici che da anni denunciano gravi inadempienze, disservizi e mancanza di trasparenza nella gestione di GORI s.p.a., a tutto danno dei cittadini utenti e dei costi in bolletta.
Il Tribunale amministrativo ha riconosciuto che l’aumento delle tariffe del servizio idrico era giustificato solo dalla necessità di salvare GORI dai debiti, senza indagare sulla legittimità delle voci di spesa e degli investimenti effettuati, tra l’altro con una delibera votata il 2 agosto scorso dall’assemblea dei sindaci senza la maggioranza prevista dallo statuto dell’ente.
“Una grande vittoria che dimostra ancora una volta la validità delle nostre denunce – sottolineano i rappresentanti dei Comitati – è inaccettabile continuare a scaricare sui cittadini i costi delle inefficienze e del clientelismo, frutto del patto scellerato tra mala politica e finanza speculativa, in particolar modo in un periodo in cui aumentano senza sosta i costi di tutti i servizi essenziali. Un successo dei Comitati che hanno contestato la delibera di aumento delle tariffe in tutte le sedi preposte, ad iniziare proprio dalla stessa assemblea del 2 agosto in una seduta concitata e piena di tensione, dove molti dei sindaci presenti ritenevano che i comitati dovessero essere messi alla sbarra. La mobilitazione è continuata sia nelle piazze sia in sede di udienza presidiando la sede del Tar. Adesso è arrivato il momento che il socio privato ACEA s.p.a. lasci la gestione ai legittimi proprietari, ossia i cittadini e i 76 Comuni appartenenti all’Ato3 Sarnese-Vesuviano. La responsabilità è nelle mani dei sindaci – continuano i Comitati - con l’auspicio che prendano finalmente coscienza della situazione e pongano fine ai disastri finora compiuti, rispettando l’esito dei referendum e affidando il servizio ad un ente di diritto pubblico democratico e partecipato”.

Il prossimo appuntamento della Rete civica per l’acqua pubblica è l’assemblea pubblica prevista giovedì 26 aprile alle ore 17.30 a Nola nella Chiesa dell’Immacolata, uno dei luoghi simbolici della campagna. Un nuovo punto di partenza per il percorso che porterà nei prossimi mesi i Comitati in numerose città del territorio per promuovere la ripubblicizzazione. Tra i relatori presenti all’iniziativa Alberto Lucarelli, docente universitario ed Assessore ai Beni comuni del Comune di Napoli, protagonista della stesura dei quesiti referendari.

19 aprile 2012
Rete civica per l’acqua pubblica – Ato3 Campania

giovedì 12 aprile 2012

Salvatore De Rosa, un uomo, un ateo, un comunista


Hasta siempre Salvatore,
chi ha avuto il privilegio di combattere al tuo fianco, non può non aver apprezzato la tua totale coerenza, la tua necessità di segnare il presente mediante percorsi reali di democrazia diretta, ci hai aiutato a comprendere e rafforzare sempre di più la necessità di non delegare, l'esigenza della partecipazione, il rifiuto netto dell'autoreferenzialità. Il tuo esempio più utile e chiaro è la tua stessa vita, quella tua incredibile necessità di confrontarti con gli altri rispettandone le opinioni, se e solo se intellettualmente oneste. Il tuo continuo impegno nel creare trasversalità è scolpito nei nostri cuori: è il nostro metodo nel fare militanza. Ci hai aiutato a comprendere che la formazione politica è imprescindibile se si vuole combattere la delega. Patrimonio storico della lotta di Taranto, continuerai a rimanere impresso nelle mura di questa città grazie al sudore di quella lotta che con entusiasmo hai sempre combattuto, la forza delle tue idee rimarrà per sempre per noi sprono nei momenti di difficoltà per continuare a lottare fino alla morte, consapevoli del fatto che ognuno di noi è parte di quel complesso meccanismo che noi chiamiamo democrazia diretta, ci rendiamo conto che dovremo essere in grado di farci carico della tua assenza per dare senso e valore a quel percorso di cui tu stesso hai fatto parte... Hai lasciato tutti noi svestiti a sanguinare sotto la luna rabbiosa mentre ancora udivamo la tua voce leggera nelle nostre arterie. Il vuoto che ci lasci necessiterà di molti compagni perché il tuo bagaglio è così inestimabile che la tua sostituzione è praticamente impossibile, ma come compagni del comitato, come compagni che hanno condiviso con te un percorso importantissimo della propria militanza sentiamo, proprio come te, una rabbia assoluta verso un sistema che continua nella più totale arroganza a cancellare il futuro della maggior parte delle persone.
In linea con la scientificità che hai sempre cercato nella politica continueremo a stare nelle battaglie per i beni comuni in quelle battaglie che possono costituire il prodromo di una riappropriazione più complessiva, portando avanti come hai sempre lucidamente ribadito il discorso sul metodo, sulla riappropriazione della propria dignità mediante la riappropriazione del proprio destino.
La scuola politica che ambivi a realizzare sarà la nostra esigenza primaria, non è una promessa che ti lasciamo ma la condivisione totale sulla necessità della formazione come strumento fondamentale per il prosieguo di ogni lotta tesa alla liberazione reale della persona. Continueremo a ricordare ogni giorno il sorriso e la sottile ironia che ti caratterizzavano e affidiamo a te le parole di chiusura di questo documento:

“La sudditanza sempre più diretta dei governi occidentali alla finanza internazionale vanifica i tradizionali istituti democratici, sottraendoli alla mediazione tra esigenze capitalistiche ed esigenze popolari. E, ancor più di quanto originariamente si prospettava, la gestione dei beni comuni chiama in causa la concezione e la pratica della democrazia. Risulta evidente che il grande sforzo dei comitati territoriali per permettere che la volontà popolare si esprimesse non può avere come effetto secondario la completa delega ad affrontare un potere tetragono, deciso a ignorare o a minimizzare il più possibile il risultato del referendum. I comitati si trovano oggi davanti a una svolta: o vengono accantonati da un fluire sostanzialmente immodificato degli eventi, lasciando campo a una nuova tappa della trasformazione dei cittadini in sudditi, oppure occorre che diventino gli embrioni di una nuova espressione democratica, che non sia ferma alla sola rivendicazione dei propri diritti ma dimostri, con le proprie soluzioni, di essere in grado di organizzare una gestione della società controllata dal basso, e quindi priva di quel fenomeno di autonomizzazione degli eletti dalla volontà popolare che la democrazia delegate mostra in tutto l'Occidente. […]Siamo convinti che i nostri sforzi, i nostri risultati non possono che essere effimeri se non opponiamo alla strategia privatizzatrice dei beni comuni un progetto di ampio respiro, sostenuto da un metodo sempre più idoneo a consentire la partecipazione di tutti i cittadini interessati a sottrarsi all'attuale deriva liberista”.Con tutto il fervore rivoluzionario un ultimo e caloroso abbraccio da tutt*
le/i compagn* dei comitati
le/i compagn* di Taranto e Provincia

appuntamento ore 9 presso la chiesa Sant'Antonio per i funerali.

sabato 31 marzo 2012

4 GIORNI DELLA MADONNA




IX EDIZIONE 
dei QUATTRO GIORNI DELLA MADONNA

4 Aprile h 22
dj set BRUSCA

5 Aprile h 22
SENTIMENTAL KILLERS
rock & visual art (dj set)

6 Aprile h 20
UNO SGUARDO SUL MARE A TARANTO
Approfondimento a cura dell'associazione
LE SCIAJE
h 22 ALKANDI
pop elettro witch house

7 Aprile h 21
CHITARRE & TAMMORRE
etno tradizionale

Tutte le sere cena popolare e banchetti informativi

martedì 20 marzo 2012

MERCOLEDÌ 21 MARZO



CAPODANNO KURDO
Testimonianze, Musica e cucina popolare
dalle 20,30

venerdì 10 febbraio 2012

VENERDÌ 11 rappresentazione teatrale DONNE




VENERDÌ 17 FEBBRAIO
dalle ore 20

IL COMITATO DI QUARTIERE 
Città Vecchia
ospita

DONNE

spettacolo teatrale della compagnia teatrale Angeli Distratti.

con: Angelo Cardellicchio, Daniela Delle Grottaglie, Sarah Genga, Imma Naio,Trizia Pulpito, Grazia Rizzi, Ciro Intermite.
Regia di Angelo Cardellicchio

lunedì 6 febbraio 2012

SABATO 11 FEBBRAIO -LA CISTERNA-




SABATO 11 FEBBRAIO
ore 21
il COMITATO DI QUARTIERE Città Vecchia
ospita
LA CISTERNA

una produzione
MANA CHUMA TEATRO

Testo e regia di Salvatore Arena

FINALISTA PREMIO SCENARIO PER USTICA 2009
attore narrante
Massimo Zaccaria




La storia.
Un uomo in una piazza del sud del mondo grida al cielo il suo dolore.
Abbandonato dalla moglie e dal figlio si ritrova da anni ad aspettare un santo che non si fermerà mai. Aspetta quel santo con fede cieca per ottenere un miracolo di cui non ha bisogno. Un uomo senza un braccio, questo è per tutti gli altri, per la gente, per se stesso. La piazza lo stringe, lo circonda. Gli occhi degli altri gli pesano addosso come piombo. E, tra il ricordo di un sogno, di un figlio che non incontra da anni, vive questa vita fatta di niente. Pinuccio anni addietro lavorava in una rimessa lavaggio. Un compagno cade dentro la cisterna al cui interno ci sono vapori di zolfo, non ha scampo, così come non hanno scampo gli altri tre suoi compagni intervenuti per aiutarlo. Un Giufà pugliese contro voglia, suo malgrado. Chi è Pinuccio, cosa vuole? Vuole che il nastro del tempo si riavvolga, vuole cancellare dalla sua testa il ricordo, il senso di colpa per la morte dei suoi amici. Vorrebbe entrare nella cisterna e salvarli tutti. Invece le cose che sono avvenute rimangono lì, come un’immagine riflessa dentro l’acqua.


Il fatto. “la Repubblica” martedì 4 marzo 2008.
“Lunedì 3 marzo 2008, Molfetta. Lo zolfo a contatto con l’acqua diventa acido solforico. Nessuno lo sapeva. Doveva essere un’operazione di routine, la pulitura di una cisterna vuota utilizzata per trasportare zolfo. Il grande bidone verde delle Fs cargo chemical poggiato sulla scocca di un camion e posteggiato sotto la tettoia con le testine rotanti e i getti d’acqua a 120 gradi. È stata strage, alle tre del pomeriggio. La strage del Truck center di Molfetta. I vapori velenosi usciti dalla cisterna hanno stordito e risucchiato sul fondo Guglielmo Mangano, 43 anni. Il collega Luigi Farinosa, 36 anni. Un giovane camionista, Biagio Sciancalepore, 22 anni, si è attivato un minuto dopo, e un minuto dopo era già morto dentro la cisterna. Stessa fine per Vincenzo Altomare di 63 anni, titolare dell’impresa e Michele Tasca di 19 anni, intossicato che muore qualche giorno dopo in ospedale. Cinque morti. Cinque nuove croci”.


Sul palcoscenico.
Prima di raccontare. Mi chiedo sempre: perché scelgo questa storia e non un’altra? Mi chiedo qual è il modo giusto, con quale punto di vista la racconto? Come testimone, come protagonista, come donna, come animale. Ne assumo i suoi occhi. Il corpo poi mi guida. Nella semplicità della storia cerco la mia nudità di uomo. La verità deve essere detta tutta senza fronzoli. Mi lascio andare, allora, mi abbandono a quello che i protagonisti della vicenda vogliono dire. Sosto silenzioso sul palcoscenico e aspetto. Vedo ombre che si muovono. Io non le inseguo, mi vengono a cercare, loro. Solo alla fine, stremato, capisco quello che vogliono dire.
Ogni parola mi pesa in bocca, ogni muscolo si allena, per lavare un camion. Si allenavano i polmoni per non respirare. Sciocco respiro zolfo acceso di un fiammifero per capire e non capisco. E allora rido e piango. Nessun metodo, solo la leggerezza dell’abbandono. Nessun metodo. Solo uno sguardo. Solo una parola e non un’altra.