CHI VIVE NELLA LOTTA MUORE LIBERO
con tutto il fervore rivoluzionario
le compagne ed i compagni
hasta siempre Salvatore, Zio Antonio e Claudio

SENZA RAPPRESENTANZA NÉ ISTITUZIONE
NEL TUO RICORDO PER LA RIVOLUZIONE

giovedì 12 aprile 2012

Salvatore De Rosa, un uomo, un ateo, un comunista


Hasta siempre Salvatore,
chi ha avuto il privilegio di combattere al tuo fianco, non può non aver apprezzato la tua totale coerenza, la tua necessità di segnare il presente mediante percorsi reali di democrazia diretta, ci hai aiutato a comprendere e rafforzare sempre di più la necessità di non delegare, l'esigenza della partecipazione, il rifiuto netto dell'autoreferenzialità. Il tuo esempio più utile e chiaro è la tua stessa vita, quella tua incredibile necessità di confrontarti con gli altri rispettandone le opinioni, se e solo se intellettualmente oneste. Il tuo continuo impegno nel creare trasversalità è scolpito nei nostri cuori: è il nostro metodo nel fare militanza. Ci hai aiutato a comprendere che la formazione politica è imprescindibile se si vuole combattere la delega. Patrimonio storico della lotta di Taranto, continuerai a rimanere impresso nelle mura di questa città grazie al sudore di quella lotta che con entusiasmo hai sempre combattuto, la forza delle tue idee rimarrà per sempre per noi sprono nei momenti di difficoltà per continuare a lottare fino alla morte, consapevoli del fatto che ognuno di noi è parte di quel complesso meccanismo che noi chiamiamo democrazia diretta, ci rendiamo conto che dovremo essere in grado di farci carico della tua assenza per dare senso e valore a quel percorso di cui tu stesso hai fatto parte... Hai lasciato tutti noi svestiti a sanguinare sotto la luna rabbiosa mentre ancora udivamo la tua voce leggera nelle nostre arterie. Il vuoto che ci lasci necessiterà di molti compagni perché il tuo bagaglio è così inestimabile che la tua sostituzione è praticamente impossibile, ma come compagni del comitato, come compagni che hanno condiviso con te un percorso importantissimo della propria militanza sentiamo, proprio come te, una rabbia assoluta verso un sistema che continua nella più totale arroganza a cancellare il futuro della maggior parte delle persone.
In linea con la scientificità che hai sempre cercato nella politica continueremo a stare nelle battaglie per i beni comuni in quelle battaglie che possono costituire il prodromo di una riappropriazione più complessiva, portando avanti come hai sempre lucidamente ribadito il discorso sul metodo, sulla riappropriazione della propria dignità mediante la riappropriazione del proprio destino.
La scuola politica che ambivi a realizzare sarà la nostra esigenza primaria, non è una promessa che ti lasciamo ma la condivisione totale sulla necessità della formazione come strumento fondamentale per il prosieguo di ogni lotta tesa alla liberazione reale della persona. Continueremo a ricordare ogni giorno il sorriso e la sottile ironia che ti caratterizzavano e affidiamo a te le parole di chiusura di questo documento:

“La sudditanza sempre più diretta dei governi occidentali alla finanza internazionale vanifica i tradizionali istituti democratici, sottraendoli alla mediazione tra esigenze capitalistiche ed esigenze popolari. E, ancor più di quanto originariamente si prospettava, la gestione dei beni comuni chiama in causa la concezione e la pratica della democrazia. Risulta evidente che il grande sforzo dei comitati territoriali per permettere che la volontà popolare si esprimesse non può avere come effetto secondario la completa delega ad affrontare un potere tetragono, deciso a ignorare o a minimizzare il più possibile il risultato del referendum. I comitati si trovano oggi davanti a una svolta: o vengono accantonati da un fluire sostanzialmente immodificato degli eventi, lasciando campo a una nuova tappa della trasformazione dei cittadini in sudditi, oppure occorre che diventino gli embrioni di una nuova espressione democratica, che non sia ferma alla sola rivendicazione dei propri diritti ma dimostri, con le proprie soluzioni, di essere in grado di organizzare una gestione della società controllata dal basso, e quindi priva di quel fenomeno di autonomizzazione degli eletti dalla volontà popolare che la democrazia delegate mostra in tutto l'Occidente. […]Siamo convinti che i nostri sforzi, i nostri risultati non possono che essere effimeri se non opponiamo alla strategia privatizzatrice dei beni comuni un progetto di ampio respiro, sostenuto da un metodo sempre più idoneo a consentire la partecipazione di tutti i cittadini interessati a sottrarsi all'attuale deriva liberista”.Con tutto il fervore rivoluzionario un ultimo e caloroso abbraccio da tutt*
le/i compagn* dei comitati
le/i compagn* di Taranto e Provincia

appuntamento ore 9 presso la chiesa Sant'Antonio per i funerali.

sabato 31 marzo 2012

4 GIORNI DELLA MADONNA




IX EDIZIONE 
dei QUATTRO GIORNI DELLA MADONNA

4 Aprile h 22
dj set BRUSCA

5 Aprile h 22
SENTIMENTAL KILLERS
rock & visual art (dj set)

6 Aprile h 20
UNO SGUARDO SUL MARE A TARANTO
Approfondimento a cura dell'associazione
LE SCIAJE
h 22 ALKANDI
pop elettro witch house

7 Aprile h 21
CHITARRE & TAMMORRE
etno tradizionale

Tutte le sere cena popolare e banchetti informativi

martedì 20 marzo 2012

MERCOLEDÌ 21 MARZO



CAPODANNO KURDO
Testimonianze, Musica e cucina popolare
dalle 20,30

venerdì 10 febbraio 2012

VENERDÌ 11 rappresentazione teatrale DONNE




VENERDÌ 17 FEBBRAIO
dalle ore 20

IL COMITATO DI QUARTIERE 
Città Vecchia
ospita

DONNE

spettacolo teatrale della compagnia teatrale Angeli Distratti.

con: Angelo Cardellicchio, Daniela Delle Grottaglie, Sarah Genga, Imma Naio,Trizia Pulpito, Grazia Rizzi, Ciro Intermite.
Regia di Angelo Cardellicchio

lunedì 6 febbraio 2012

SABATO 11 FEBBRAIO -LA CISTERNA-




SABATO 11 FEBBRAIO
ore 21
il COMITATO DI QUARTIERE Città Vecchia
ospita
LA CISTERNA

una produzione
MANA CHUMA TEATRO

Testo e regia di Salvatore Arena

FINALISTA PREMIO SCENARIO PER USTICA 2009
attore narrante
Massimo Zaccaria




La storia.
Un uomo in una piazza del sud del mondo grida al cielo il suo dolore.
Abbandonato dalla moglie e dal figlio si ritrova da anni ad aspettare un santo che non si fermerà mai. Aspetta quel santo con fede cieca per ottenere un miracolo di cui non ha bisogno. Un uomo senza un braccio, questo è per tutti gli altri, per la gente, per se stesso. La piazza lo stringe, lo circonda. Gli occhi degli altri gli pesano addosso come piombo. E, tra il ricordo di un sogno, di un figlio che non incontra da anni, vive questa vita fatta di niente. Pinuccio anni addietro lavorava in una rimessa lavaggio. Un compagno cade dentro la cisterna al cui interno ci sono vapori di zolfo, non ha scampo, così come non hanno scampo gli altri tre suoi compagni intervenuti per aiutarlo. Un Giufà pugliese contro voglia, suo malgrado. Chi è Pinuccio, cosa vuole? Vuole che il nastro del tempo si riavvolga, vuole cancellare dalla sua testa il ricordo, il senso di colpa per la morte dei suoi amici. Vorrebbe entrare nella cisterna e salvarli tutti. Invece le cose che sono avvenute rimangono lì, come un’immagine riflessa dentro l’acqua.


Il fatto. “la Repubblica” martedì 4 marzo 2008.
“Lunedì 3 marzo 2008, Molfetta. Lo zolfo a contatto con l’acqua diventa acido solforico. Nessuno lo sapeva. Doveva essere un’operazione di routine, la pulitura di una cisterna vuota utilizzata per trasportare zolfo. Il grande bidone verde delle Fs cargo chemical poggiato sulla scocca di un camion e posteggiato sotto la tettoia con le testine rotanti e i getti d’acqua a 120 gradi. È stata strage, alle tre del pomeriggio. La strage del Truck center di Molfetta. I vapori velenosi usciti dalla cisterna hanno stordito e risucchiato sul fondo Guglielmo Mangano, 43 anni. Il collega Luigi Farinosa, 36 anni. Un giovane camionista, Biagio Sciancalepore, 22 anni, si è attivato un minuto dopo, e un minuto dopo era già morto dentro la cisterna. Stessa fine per Vincenzo Altomare di 63 anni, titolare dell’impresa e Michele Tasca di 19 anni, intossicato che muore qualche giorno dopo in ospedale. Cinque morti. Cinque nuove croci”.


Sul palcoscenico.
Prima di raccontare. Mi chiedo sempre: perché scelgo questa storia e non un’altra? Mi chiedo qual è il modo giusto, con quale punto di vista la racconto? Come testimone, come protagonista, come donna, come animale. Ne assumo i suoi occhi. Il corpo poi mi guida. Nella semplicità della storia cerco la mia nudità di uomo. La verità deve essere detta tutta senza fronzoli. Mi lascio andare, allora, mi abbandono a quello che i protagonisti della vicenda vogliono dire. Sosto silenzioso sul palcoscenico e aspetto. Vedo ombre che si muovono. Io non le inseguo, mi vengono a cercare, loro. Solo alla fine, stremato, capisco quello che vogliono dire.
Ogni parola mi pesa in bocca, ogni muscolo si allena, per lavare un camion. Si allenavano i polmoni per non respirare. Sciocco respiro zolfo acceso di un fiammifero per capire e non capisco. E allora rido e piango. Nessun metodo, solo la leggerezza dell’abbandono. Nessun metodo. Solo uno sguardo. Solo una parola e non un’altra.


martedì 31 gennaio 2012

carnevale di quartiere!!

DOMENICA 19 FEBBRAIO
CARNEVALE DI QUARTIERE 
a PAOLO VI (zona case bianche)
ore 16.00
SFILATA DEI CARRI DI CARNEVALE SUL DIRITTO 

ALL'ACQUA PUBBLICA 
regolarizzare le bollette, garantire l'acqua a tutti i piani degli stabili, nessuno spreco, nessun profitto sull'acqua

AGLI SPAZI SOCIALI 
adatti per far crescere i nostri figli fuori dalla cultura del 'ghetto' diventando luoghi di emancipazione culturale e sociale

A RESPIRARE ARIA PULITA
contro le speculazioni che hanno portato i livelli di inquinamento a creare rischi genetici (viviamo nell'unica città al mondo in cui un bambino di sette anni si ammala di tumore da fumatore!)


NO ALLA SPECULAZIONE NEL QUARTIERE
RISPETTO PER TUTTI GLI ABITANTI





Comitato di Quartiere Paolo VI
Sportello Acqua Pubblica Paolo VI